lunedì 20 dicembre 2010

TERZA LETTERA AL SANTO PADRE SUL CAMMINO NEOCATECUMENALE

“Il buon pastore offre la vita per le pecore. Il mercenario invece, che non è pastore e al quale le pecore non appartengono, vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge e il lupo le rapisce e le disperde; egli è un mercenario e non gli importa delle pecore.”(Gv10,11-13)

...Santo Padre, in questa recente lettera inviata ai Vescovi Lei stesso l’ha detto, insegnando ad essi: “La prima priorità per il Successore di Pietro è stata fissata dal Signore nel Cenacolo in modo inequivocabile: "Tu … conferma i tuoi fratelli" (Lc 22, 32). Pietro stesso ha formulato in modo nuovo questa priorità nella sua prima Lettera dicendo: "Siate sempre pronti a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi" (1 Pt 3, 15).   Ecco, noi Le chiediamo di essere confermati nella Fede Cattolica, professata dalla Chiesa durante i suoi 2000 anni.
Ma per quanto riguarda ciò che Lei ha scritto in uno dei passaggi della lettera ai Vescovi, riferendosi ai Presbiteri ordinati  nella Fraternità San Pio X:
“Penso tuttavia che non si sarebbero decisi per il sacerdozio se, accanto a diversi elementi distorti e malati, non ci fosse stato l’amore per Cristo e la volontà di annunciare Lui e con Lui il Dio vivente”, noi prendiamo da qui lo spunto per questo nostro ulteriore e forse ultimo intervento riguardo la piaga del Cammino Neocatecumenale, che agisce praticamente indisturbato all’interno della Chiesa Cattolica ormai da quaranta anni, per dire che un giorno si arriverà alla conclusione che le cosiddette “malattie” e “distorsioni” forse stanno in seno a quello che rimane della Chiesa Cattolica. Questo naturalmente lo affermiamo con molto dolore, ma tutto ciò è sotto gli occhi di tutti, ed è giunta l’ora di parlarne apertamente, per non incorrere nel peccato di OMISSIONE.
Perciò, Santità,  Le scriviamo ancora una volta, ripensando anche a quando Lei ha pronunciato, il 15 Giugno 2008 in Puglia, (soltanto due giorni dopo l’illegittima consegna degli Statuti definitivi al Cammino Neocatecumenale da parte del Cardinal Stanislaw Rylko ….) con un certo dolore da noi scorto sul Suo volto, queste parole: “La bontà vincerà sull’ astuzia”. Noi crediamo che la Bontà, per poter trionfare, abbia bisogno della cooperazione da parte di ogni battezzato ed in particolare da parte di coloro che governano la Santa Chiesa, primo fra tutti il successore di Pietro. “Pietro” è colui che ha il compito di custodire e di confermare il gregge della Chiesa nella vera fede: e se venisse a mancare tale custodia e tale conferma, che ne sarebbe della fede del gregge?  “Pietro” è colui che possiede in pienezza e condensa in sé tutti i carismi e le vocazioni presenti nella Chiesa: dal monaco che, “separato” e recluso per il suo Signore, vive di silenzio e di preghiera, al missionario che, immerso nel mondo e mai fermo, porta a tutti il messaggio dell’Amore; dal predicatore che, libero da legami, vive di Parola e di parole da donare; al buon padre di famiglia che, votato ai legami, nutre e difende i suoi figli fino al dono della propria vita. Tutto ciò “Pietro” lo racchiude in sé e lo rappresenta, grazie al suo particolarissimo ed unico Ministero Petrino e come amministratore di tutti questi talenti non può permettersi di tacere di fronte all’ingiustizia. “Pietro” è infine il Pastore e insieme il “Guardiano” del gregge:
“In verità, in verità vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore per la porta, ma vi sale da un'altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra per la porta, è il pastore delle pecore.  Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore una per una e le conduce fuori.”(Gv10,1-3)
Il guardiano dunque apre solo al Pastore, perciò Pietro è insieme il guardiano della sana Dottrina ed il Rappresentante in Terra del Pastore Supremo: è Pietro inoltre che può entrare per la Porta che è Cristo, perché Cristo in Persona lo ha eletto per parlare in Sua vece alle pecore, ed esse riconoscono la voce di Pietro, come riconoscono quella del loro Maestro. Ma se un ladro e brigante entra da un’altra parte, se un lupo come Kiko, affamato di pecore da sbranare, entra nel recinto il Pastore che fa?
“Il buon pastore offre la vita per le pecore. Il mercenario invece, che non è pastore e al quale le pecore non appartengono, vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge e il lupo le rapisce e le disperde; egli è un mercenario e non gli importa delle pecore.”(Gv10,11-13)
Santità, noi La amiamo tantissimo e siamo sicuri che parlandole così non la offendiamo, poiché la Parola di Gesù non offende mai perché è Verità; inoltre essendo noi due “bambini” che non contano nulla ci sentiamo liberi di parlare al nostro Padre con semplicità e coraggio, sapendo che il Padre perdonerà l’esuberanza dei suoi bambini.
Perciò Le diciamo che se arriva il lupo dell’eresia per sbranare e divorare, il Pastore non può tacere e subire fidando in una futura vittoria della Bontà (altro che quando il subire riguardi solo la propria persona), perché intanto molte pecore inermi muoiono, ma, per non essere poi trovato nel Giorno del Giudizio come colui che fugge alla vista del lupo e a cui non importa della morte delle pecore, occorre aprire la bocca, prima di tutto dicendo apertamente la verità, cioè denunciando pubblicamente tutte le eresie diffuse dal Cammino Neocatecumenale, nelle persone dei loro fondatori, intimando loro pubblicamente a tornare all’ortodossia cattolica  e  poiché certamente rifiuterebbero ( perché loro preciso intento è cambiare la Teologia cattolica della Chiesa, trasformandola nella loro, con ogni mezzo giusto o iniquo che sia), prendendo anche dei provvedimenti severi e tuttavia misericordiosi, cioè mandandoli fuori dalla Chiesa, come farebbe il buon “Guardiano” del gregge, perché essi non sono entrati per la Porta che è Cristo, “ma come ladri e briganti sono saliti da un’altra parte”. Questo per impedire loro di continuare a portare avanti questa scandalosa opera satanica, che sta infestando la Santa Chiesa Cattolica da quarant’anni, e per non abbandonare nell’ignoranza e alla distruzione  spirituale centinaia di migliaia di anime che vivono ingannate in questo Cammino.
Non hanno forse questi “iniziatori” pubblicamente insozzato la Chiesa Cattolica? Non hanno forse queste persone abusato del Nome di Giovanni Paolo II e del Suo, Santità, facendo intendere che Voi eravate d’accordo con loro? Ebbene noi pensiamo che tale trattamento debba essere riservato a codesti personaggi, falsamente introdottisi dentro la Chiesa Cattolica.
Sarebbe forse una mancanza di Carità? Assolutamente no! Lei stesso ci ha insegnato, durante la Missa pro Eligendo che “La Carità disgiunta dalla Verità non sarebbe un agire secondo Dio, ma sarebbe somma ipocrisia.  Noi, invece, abbiamo un'altra misura: il Figlio di Dio, il vero uomo. É lui la misura del vero umanesimo. “Adulta” non è una fede che segue le onde della moda e l'ultima novità; adulta e matura è una fede profondamente radicata nell'amicizia con Cristo. É quest'amicizia che ci apre a tutto ciò che è buono e ci dona il criterio per discernere tra vero e falso, tra inganno e verità. Questa fede adulta dobbiamo maturare, a questa fede dobbiamo guidare il gregge di Cristo. Ed è questa fede - solo la fede - che crea unità e si realizza nella carità. San Paolo ci offre a questo proposito – in contrasto con le continue peripezie di coloro che sono come fanciulli sballottati dalle onde – una bella parola: fare la verità nella carità, come formula fondamentale dell'esistenza cristiana. In Cristo, coincidono verità e carità. Nella misura in cui ci avviciniamo a Cristo, anche nella nostra vita, verità e carità si fondono.  La carità senza Verità sarebbe cieca;  la Verità senza Carità sarebbe come “un cembalo che tintinna.”(1Cor13,1).
Sarebbe forse una mancanza di Carità - la quale “tutto copre, tutto spera e tutto sopporta”, verso la Gerarchia connivente, ed una mancanza di prudenza verso i piccoli che potrebbero scandalizzarsi? Noi non crediamo: per quanto concerne la Chiesa nessuno meglio di Lei sa quanto la Gerarchia abbia bisogno a volte di santa correzione ed inoltre sarebbe inutile continuare a “coprire” ciò che ormai è ben manifesto e ben conosciuto da tempo. A proposito poi dei “piccoli” va detto che col passare dei secoli “i piccoli crescono”: vogliamo dire che purtroppo o per grazia di Dio siamo giunti ad un tempo in cui non ci si scandalizza quasi più di nulla …poiché il Mistero dell’Iniquità avanza: il cuore dell’uomo di oggi, abituatosi ad ogni sorta di notizie spaventose e crudeli, difficilmente si stupisce più del male. Al contrario, essendosi diffusa la mentalità (protestante) della ricerca di una certa “sincerità ostentata ad oltranza” (fino a vederla spesso scadere in maleducazione), l’opinione pubblica è perfettamente in grado di sopportare una simile denuncia, ché anzi verrebbe certamente apprezzata da chi è retto di cuore, sia esso credente o No.
Il popolo di Dio è capace di ragionare e di distinguere fra Verità e menzogna, come è accaduto per le dure parole che lei, Santo Padre, usò in America riguardo alla piaga della pedofilia dei consacrati: lungi dal suscitare scandalo esse trovarono larghissima accoglienza da parte di tutto il mondo, perché quando la Chiesa stima i popoli capaci di comprendere le sue autocritiche, questo produce l’apertura dei cuori che hanno reazioni positive, di apprezzamento e di leale accoglienza.
Quanto alla  chiarezza Gesù ha detto: “Il vostro parlare sia sì - sì e no – no . Il di più viene dal Maligno.”, e quanto al dire sempre apertamente la verità ha detto che: “La verità vi farà liberi!”...


...Già Leone XIII, nella sua Enciclica Humanum Genus, denunciava in modo illuminante ed ancor più esplicito l’azione distruttrice del Dragone e di quelle “stelle del cielo” che sono volute passare dalla sua parte, al suo servizio, per la distruzione della Chiesa e della fede nel mondo:
 “… In tutta la lunga serie dei secoli queste due città pugnarono l'una contro l'altra e combattimenti vari, benché non sempre con l'ardore e l'impeto stesso. Ma ai tempi nostri i partigiani della città malvagia, ispirati e aiutati da quella società, che larga mente diffusa e fortemente congegnata prende il nome di Società Massonica, pare che cospirino insieme, e tentino le ultime prove....Varie sono le sette che, sebbene differenti di nome, di rito, di forma, d'origine, essendo per uguaglianza di proposito e per affinità de’ sommi principi strettamente collegate fra loro, convengono in sostanza con la setta dei Framassoni, quasi centro comune, da cui muovono tutte e a cui tutte ritornano....." ( Leone XIII - Enciclica "Humanum Genus")

Ebbene, carissimo Santo Padre, a conferma di queste ultime profetiche parole, queste sono le gravissime affermazioni di Kiko Arguello circa la sua vera dottrina sull’Eucaristia, pronunciate durante la conferenza stampa che ha seguito la falsa consegna degli Statuti definitivi del Cammino Neocatecumenale il 13 Giugno 2008, nel giorno e nell’ora in cui Lei era impegnato, a Roma, a ricevere il Presidente Americano Gorge W. Bush:

(Intervista tratta da : http://korazymneocat.blogspot.com/2008/06/cammino-neocatecumenale-giallo-in.html)   Ecco che Kiko "spiega" il motivo "teologico" della Comunione Neocatecumenale!!!!
Cosi' parla l'eretico Kiko Arguello, fondatore della setta CN..

“Noi l'abbiamo finora sempre fatta da seduti, e non per disprezzo – ha affermato - ma perché per noi è sempre stato molto importante comunicarsi anche con il Sangue. Nelle comunità portiamo avanti infatti una catechesi basata sulla Pasqua ebrea , con il pane azzimo a significare la schiavitù e l'uscita dall'Egitto e la coppa del vino a significare la Terra promessa”. E qui, aprendo una lunga parentesi, l'iniziatore ha riassunto la sua catechesi sull'ultima cena, sul pane e sul vino: “Quando nella cena della Pasqua ebraica si scopre il pane si parla di schiavitù, quando si parla della Terra promessa scoprono il calice, la quarta coppa. In mezzo a questi due momenti c'è una cena, quella nel corso della quale Gesù disse “Questo è il mio Corpo” (a significare la rottura della schiavitù dell'uomo all'egoismo e al demonio) e “Questo è il mio Sangue” (a significare la realizzazione di un nuovo esodo per tutta l'umanità). Più tardi – ha continuato Kiko – i cristiani toglieranno la cena e metteranno insieme il pane e il vino. Ora, nel Cammino abbiamo molta gente lontana dalla Chiesa, non catechizzata, e nei segni del pane azzimo (la frazione del pane) e del vino noi diamo visibilità a quei significati”. “Abbiamo scelto di fare la comunione seduti – ha affermato Kiko avvicinandosi al cuore della questione - soprattutto per evitare che si versasse per terra il Sangue di Cristo. La nostra paura era che se si versasse il Vino per terra: se fosse successo per tre volte, saremmo stati denunciati e ce la avrebbero vietata. Invece, con il fedele seduto, questi ha il tempo – ha spiegato Kiko - di accogliere il Calice con tutta calma e senza movimenti bruschi, di portarlo alla bocca, di comunicarsi con tranquillità e in modo solenne”. “Seduti come seduto era anche Gesù”, ha specificato Carmen alla sua destra. Dal canto suo padre Mario Pezzi rilevava che la decisione originaria di comunicarsi seduti era stata presa di comune accordo con la Congregazione per il Culto Divino e con il Cardinal Mayer, prefetto tra il 1984 e il 1988.
Arguello ha insomma messo in evidenza soprattutto il fatto che Sua Santità, avesse dato il suo via libera a quella sorta di compromesso che prevede da un lato la Comunione in piedi, come richiesta dalla Congregazione del Culto Divino, e che dall'altro però esenta il Cammino dalla processione (ma se l’ha chiesta il Papa stesso!), che la lettera di Arinze invece imponeva. “Ora è il Papa a dover combattere con Arinze!” esclamava Kiko in conclusione, senza specificare nulla – ancora una volta – riguardo a presunte differenze fra “pane” e “vino”.

Oltre alle aberranti intenzioni, sfacciatamente manifestate, di giudaizzare il Santo Sacrificio Eucaristico, con queste scandalose menzogne Kiko fa’ intendere falsamente, che Lei , Santità, sarebbe andato contro la lettera del Cardinal Arinze, come se quella lettera non fosse stata voluta e fatta redigere da Lei.”

“Sulla  Comunione il  Papa  ci  disse:  “Parleremo”,  e non ci  disse  nulla.  E poi arrivò la lettera di Arinze”.
Accolta   ufficialmente  con  “gioia”,  quella   lettera  fu  per  il  Cammino  un  vero shock,  e  oggi  lo  dicono  apertamente:
“La lettera di Arinze, che concedeva le monizioni, le risonanze e lo scambio della pace, ma chiedeva di uniformarsi alla Comunione prevista dai libri liturgici – era per noi una vera catastrofe, dal momento che fare la comunione come tutti, senza le due specie e con le ostie, e in processione verso l’altare, significava annullare ogni segno della catechesi che si stava facendo, come pure annullare le concessioni ricevute da Giovanni Paolo II. Ci dicemmo: Signore siamo persi! – continua Kiko ricordando il momento della lettera di Arinze – Signore, qui finisce tutto!”. “Quando, nel maggio 2007, fummo nuovamente ricevuti da Benedetto XVI – continua Kiko – chiedemmo di poter ricevere la Comunione in piedi, ma restando al proprio posto, senza la processione. “Ottimo”, ci disse il papa. Ne fummo molto felici. In molti hanno provato poi a non fare approvare queste norme, ma il Signore ha voluto diversamente, e il Papa ci ha concesso la Comunione in piedi senza processione”. “Ora è lui – dice sorridendo – che deve combattere con Arinze!”.
 “Ma non importa tutto questo – conclude Kiko – perché le cose hanno sempre un loro travaglio e tutto si fa con molta sofferenza: l’importante oggi è gioire per il fatto che il Papa ha confermato che noi siamo una realtà ecclesiale che è un dono dello Spirito Santo in aiuto alla Chiesa nella nuova evangelizzazione: fino ad ora era tutto in forse, eravamo ad experimentum, ma il papa ha il carisma di confermare nella fede e lo ha fatto. Il Cammino è una realtà ecclesiale".    ( http://korazym-neocat.blogspot.com/ )

Tutto ciò, oltre che confermare - con parole uscite dalla sua stessa bocca - quanto Kiko sia un pericoloso eretico che sta minando la sana fede Cattolica, questa dottrina viene insegnata in maniera sistematica in tutte le comunità neocatecumenali del mondo, traviando milioni di coscienze. Queste sue affermazioni confermano il fatto che Kiko Arguello, Carmen Hernandez, P. Mario Pezzi ed i loro più stretti collaboratori non sono Cattolici, e conferma anche il fatto che Kiko Arguello nella sua vita non ha mai incontrato Gesù Cristo, ed infine conferma quanto il suo agire, così pieno di bugie dette intenzionalmente, sia condotto con una malizia luciferina. A questo punto si può addirittura affermare che oltre a non essere Cattolico Kiko non è neppure Cristiano. E la questione che aggrava ancora di più la sua situazione è che sta usando in maniera indebita il Suo nome, Santità, come se Lei fosse d’accordo con lui, difatti nella stessa intervista ha affermato:
“Sappiamo che il Papa vuole ora che anche le catechesi diventino pubbliche, indipendentemente dagli studi degli altri dicasteri: un desiderio, quello del Santo Padre, – dice Kiko – che ci è stato confermato dal Segretario sostituto di Stato, mons. Filoni”. “Non sappiamo con quali tempi, dunque, ma presto la pubblicazione degli Orientamenti alle equipes di catechisti sancirà l’ultima fase del percorso di approvazione dei contenuti teologici del Cammino”. “Ad esaminare le nostre catechesi – continua Kiko – fu una Commissione presieduta da mons. Tarcisio Bertone, all’epoca segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede, affiancata da una nostra Commissione. Hanno rivisto tutto, e approvato tutto”.

Queste dichiarazioni infine, oltre a non corrispondere alla realtà dei fatti accaduti,  confermano il fatto ormai pubblico che Kiko Arguello e la sua cerchia più ristretta (compresi Cardinali, Vescovi e Sacerdoti compiacenti), usino il Suo nome in maniera indebita, facendo credere che Lei sia favorevolissimo alle loro evidentissime eresie.
Noi almeno speriamo e preghiamo Dio che l’uso del Suo Nome sia realmente stato fatto in modo arbitrario e che queste affermazioni non abbiano invece un reale fondamento …. diciamo questo perché nella nostra precedente lettera noi, con profondo scandalo, le denunciavamo, Santità, che Kiko andava dicendo che ci sarebbe stata una festa in Vaticano, nel corso della quale il Papa avrebbe approvato gli Statuti del Cammino, riconoscendolo ufficialmente come una realtà ecclesiale cattolica, la qual cosa ci sembrava talmente assurda da pensare che fosse una delle solite bugie dell’Arguello, ma purtroppo non era così: Kiko stava semplicemente anticipando quello che lui già sapeva con certezza, cioè la notizia che erano in atto degli “accordi” con la Santa Sede per approvare il Cammino ed infatti c’è stato l’infausto evento del 10 Gennaio 2009.
Ora, Santità, che cosa dobbiamo pensare di frasi come queste:
“Sappiamo che il Papa vuole ora che anche le catechesi diventino pubbliche, indipendentemente dagli studi degli altri dicasteri: un desiderio, quello del Santo Padre, – dice Kiko – che ci è stato confermato dal Segretario sostituto di Stato, mons. Filoni”.
“Non sappiamo con quali tempi, dunque, ma presto la pubblicazione degli Orientamenti alle equipes di catechisti sancirà l’ultima fase del percorso di approvazione dei contenuti teologici del Cammino”??  
Veramente dobbiamo aspettarci che tra breve tempo, dopo aver approvato l’iniquo Statuto di questa setta, verranno anche “approvate” come cattolicamente ortodosse le miscredenti aberranti catechesi di Kiko Arguello e di Carmen Hernandez, piene di eresie protestanti, giudaiche, e gnostico-cabalistiche, piene di sottilissime negazioni di Cristo, della sua Croce, della Sua Redenzione, del Suo Sacrificio salvifico realizzato sul Calvario e su ogni santo Altare e tutte piene di derisione del Santo Timore di Dio come quando si afferma, tanto per fare un esempio, che il Sacratissimo Cuore di Gesù, con cui Nostro Signore volle manifestarsi a Santa Margherita Maria Alacoque, sarebbe “un Dio di cartapesta che non esiste” ???
Veramente dobbiamo credere che Lei, Santità, desidera la pubblicazione di quel cumulo di errori dottrinali “indipendentemente dagli studi degli altri dicasteri” ???
Veramente dobbiamo aspettarci con sommo orrore che questa pubblicazione “sancirà l’ultima fase del percorso di approvazione dei contenuti teologici del Cammino” ??
E magari aspettarci anche – come Kiko affermò a Madrid nel 2006 – che  “… una volta pubblicate, quelle catechesi, diverranno presto IL DIRETTORIO CATECHETICO PER TUTTA LA CHIESA CATTOLICA” ???
Ma veramente la Santa Chiesa Cattolica sarà disposta a vendere “per trenta denari” il suo sacro depositum fidei, e permettere a questo figlio della Menzogna di creare un “Nuovo Catechismo  della Chiesa Kikiana” valido per tutte le diocesi, per tutte le parrocchie, per tutti i credenti cattolici da oggi in poi, in una parola “per la nuova evangelizzazione” ???
In verità davvero codeste catechesi dovrebbero essere finalmente rese note a tutti, visto che da ormai troppi anni esse sono conosciute e “protette” col nascondimento dalle Sedi competenti, ma rese pubblicamente note accompagnate però con un documento ufficiale che ne manifesti  tutte le storture, affinché tutto l’orbe cristiano sappia riconoscere COSA NON VA PREDICATO, ciò che NON E’ catechesi cristiana, e ancora meno cattolica!  
Ma nonostante sia evidente che la dottrina di Kiko Arguello sia totalmente eretica codesto personaggio è stato invitato come Relatore durante il recente Sinodo dei Vescovi sulla Parola di Dio e gli è pure stata consegnata una Laurea ad honoris causa, che forse sarebbe meglio definire una Laurea ad HORRORIS causa! Il fatto che una realtà venga ufficialmente approvata come “ecclesiale” prima che sia stata approvata la dottrina su cui si basa, già ha dell’incredibile, ma ciò è esattamente quello che sta accadendo con il Cammino Neocatecumenale al  quale è stato permesso di seguire un iter di crescita e di affermazione del tutto contrario alla prassi stabilita da sempre nella Chiesa: prima dovrebbe esserci l’eventuale accettazione dell’impostazione dottrinale, poi l’approvazione di uno statuto, infine il permesso di erigere le strutture formative come i seminari; in questo caso è accaduto l’esatto contrario: sono sorti prima i seminari, senza averne la dottrina approvata, nei quali non si sapeva bene neanche cosa veniva insegnato … poi c’è stata l’approvazione arbitraria di uno statuto definitivo senza che venisse prima accettata la dottrina a cui quello statuto continuamente si riferisce … ed infine – Dio protegga la Chiesa da una tale tragedia! ...
Tratta da: NON POSSUMUS

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